Grazie all’educazione dapprima impartitale dai genitori, e successivamente fatta sue per passione, la spinta al movimento è da sempre elemento caratterizzante della vita di Martina.

Dopo il nuoto agonistico, sbarca alla danza classica, poi ai mondi artistici della pole dance e del tessuto aereo.

Appassionata (e studentessa) da sempre di psicologia e di filosofia orientale, approda nel mondo dello yoga nel 2014 nel periodo più difficile della sua vita. Questa disciplina diventa immediatamente strumento per liberare lo stress, per dare espressione al suo stato d’animo, al suo corpo e le insegna l’arte dell’osservazione e dell’analisi non giudicante.

Martina si forma alla scuola Hari Om di Alessandria, trait d’union tra la filosofia orientale e il mondo occidentale, ma si innamora e si diploma alla scuola indiana Sampoorna di Goa (nella quale conta di continuare ad approfondire la ricerca e lo studio della disciplina a 360 gradi).

Quello che le piacerebbe riuscire a trasferire durante i suoi corsi è che lo yoga è un viaggio che si intraprende per caso e dura una vita, che è un mezzo per ricominciare a prendersi cura di sé attraverso aspetti che troppo spesso oggi si ignorano.

Le piacerebbe aiutare chi si avvicina a questo mondo, a trovare le chiavi di uno strumento che gli consentirà di cambiare prospettiva e vedere il mondo con occhi sempre nuovi e più consapevoli, ogni volta che inizierà a sentirsi a disagio nel proprio “vecchio spazio”, e a generarne nuovo.

Vorrebbe trasmettere lo yoga come la risposta a qualsiasi sia la necessità che spinge la gente ad avvicinarvisi.

Vorrebbe essere guida in un rapporto di interscambio insegnante-praticante in cui il proprio tappetino diventa il luogo sicuro dove il corpo, la mente e lo spirito possono esprimersi trovando la loro dimensione e in cui i piedi scalzi possono dar voce a chi veramente si è senza inibizioni.